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Russia/ In Italia 535 bambini russi adottati nel 2009

 

Console Nunziata: adozioni con "iter completamente pubblico"

Mosca, 21 apr. (Apcom-Nuova Europa) - Sono 535 i bambini russi adottati da famiglie italiane nel 2009 e già nei primi mesi dell'anno in corso ce ne sono stati altri 143 accolti nel nostro Paese. Nessun caso di rimpatrio o problemi gravi. Anzi il sistema creato grazie a un accordo intergovernativo tra l'Italia e la Russia, ha permesso di evitare spiacevoli inconvenienti. "Solo nel 2008 va segnalata una flessione del 10%, da attribuire però alla fase di riassestamento dopo la firma del documento bilaterale", afferma il console generale a Mosca Enrico Nunziata in un'intervista con Apcom, dove il diplomatico spiega gli effetti del trattato che porta le adozioni su "un iter completamente pubblico" e che "i russi vorrebbero estendere come modello anche nelle relazioni in materia con altri Paesi Ue".

Il percorso per una coppia che voglia adottare dall'Italia "ha una gestazione di circa 2 anni" continua Nunziata. "C'è serietà nella selezione della famiglia e nella sua preparazione". La legge italiana e l'accordo bilaterale consentono di accedere all'adozione solo attraverso i "13 enti accreditati presso la Presidenza del Consiglio dei ministri". Inoltre dopo l'adozione "nessun bambino cade nell'ombra o non si sa dove finisca. Ci sono stati eventi che riuniscono le famiglie e i bambini. Inoltre i servizi sociali devono presentare alla parte russa una relazione" che dimostri che "il bambino stia bene e che sia ben inserito nel suo nuovo nucleo familiare. C'e' sicuramente molto riguardo nel sistema adottivo italiano alla conservazione del legame col Paese d'origine del minore adottato".

Gli Enti italiani non lavorano tuttavia su tutte le regioni russe. Ci sono infatti provincie dove per evitare spiacevoli inconvenienti - anche legati alla corruzione - gli Enti preferiscono non operare. "Ci deve essere trasparenza sui costi delle adozioni" dice Nunziata, specificando che ogni voce - il visto per la Russia dei genitori adottivi, viaggi e regali - deve essere documentata. "Si arriva a 10.000 euro, ma sono cifre in piena trasparenza".

Altro è il regalo o la donazione che il genitore decide di fare all'Istituto dove il bambino è stato cresciuto. E in questo caso non si tratta di corruzione ma di prassi sociale: in Russia la cultura vuole che non si arrivi mai a mani vuote a casa d'altri e gli aiuti sono sempre destinati - almeno secondo la volontà delle coppie che adottano - agli altri bimbi meno fortunati che rimangono nell'orfanotrofio.

L'Italia è dunque un esempio di eccellenza in materia di adozioni. Totalmente pubblico. L'unico Paese con cui Mosca ha raggiunto un documento che regola l'intero iter. Non è così ad esempio per la Spagna o per gli Usa, "ma non escludo che esistano sistemi misti" conclude Nunziata. Di fatto però l'accordo russo-italiano non ha reso più difficili le cose. Anzi".